Domenica 25 settembre, dalle ore 7 alle ore 23, si vota per l'elezione di deputati e senatori.

Il voto non è un obbligo ma è un preciso dovere civico. E' importante andare a votare perché non è vero che "non conta niente". Non è vero che "tanto non cambia nulla". Non è vero che "tanto sono tutti uguali".

La democrazia è preziosa e non possiamo darla per scontata.

Il diritto di voto è una delle forme di libertà individuale più importanti che abbiamo e una delle massime forme d’espressione democratica.

La qualità della nostra vita, il nostro futuro, i nostri diritti fondamentali dipendono in larga parte dalle decisioni prese dal Governo e dal Parlamento.

E' inutile poi lamentarsi se non si è contribuito a scegliere la classe politica.

Ognuno voti chi vuole cercando di capire quali sono le proposte che gli sono più vicine e chi meglio lo rappresenta.

Ma votate. Soprattutto in un periodo di crisi come questo non si può far finta di nulla.

Rimanere apatici e indifferenti restando fermi a vedere cosa succederà significa mettere il proprio futuro nelle mani degli altri.

Le novità

Sono due le principali novità di questa tornata elettorale. La prima è che, con la legge sulla riduzione del numero dei parlamentari, si eleggeranno 400 deputati (invece che 630) e 200 senatori (invece che 315).

La seconda è che l'età minima per votare è di 18 anni sia per la Camera che per il Senato, mentre fino alle scorse elezioni per il Senato bisognava aver compiuto i 25 anni.

Al seggio

I cittadini si dovranno presentare al seggio elettorale di appartenenza portando con loro una scheda elettorale che non abbia terminato lo spazio per i timbri e un documento di identità valido.

La tessera elettorale, se necessario, si rinnova presso l’ufficio elettorale del Comune.

L'ufficio resterà aperto anche dalle ore 9 alle ore 18 il 23 e il 24 settembre e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle 7 alle 23.

Una volta nel seggio gli elettori riceveranno due schede, una rosa per la Camera e una gialla per il Senato, e una matita.

È vietato introdurre nella cabina elettorale telefoni cellulari o apparecchiature per fare foto o video.

Inoltre, le schede elettorali che verranno consegnate sono dotate di un tagliando antifrode: è un'appendice di carta con un codice di lettere e numeri. Il codice verrà controllato prima di consegnare la scheda all'elettore e, dopo il voto nella cabina e la restituzione della scheda, il tagliando verrà staccato dal presidente del seggio e i membri del seggio dovranno controllare che corrisponda e che quindi la scheda sia la stessa.

La legge elettorale

Il metodo previsto dalla legge elettorale, il Rosatellum. Si tratta di un sistema misto. Parte dei seggi viene assegnata con i voti ottenuti nei collegi uninominali, che seguono il metodo maggioritario: ogni partito o coalizione presenta un solo candidato e viene eletto il più votato di tutti.

I seggi restanti sono spartiti con le preferenze che risultano dai collegi plurinominali, in cui viene eletto un numero di candidati proporzionale ai voti ricevuti da ogni lista o coalizione.

La legge elettorale è la stessa sia per la Camera dei Deputati che per il Senato e la sua impostazione si riflette inevitabilmente sulla scheda elettorale che i cittadini troveranno alle urne.

I candidati saranno quindi divisi in collegi uninominali e collegi plurinominali.

Come si vota

Si vota tracciando solo una “X” sul nome del candidato uninominale. Inoltre, si vota anche per i collegi plurinominali: il voto verrà spartito tra le liste sotto il nome del candidato uninominale.

A ciascuna sarà assegnato una percentuale del voto, sulla base dei voti complessivi ottenuti in quel collegio.

Allo stesso modo, tracciando una “X” sulla lista nel collegio plurinominale, si va a esprimere in automatico anche il voto per il collegio uninominale, che andrà al candidato sostenuto dalla lista per cui si è deciso di votare.

Sulla scheda è però possibile tracciare anche più di una "X". Si possono, ad esempio, indicare sia la lista che i nomi che la accompagnano nel collegio plurinominale. Anche in questo caso, il candidato uninominale otterrà un voto.

La scheda è valida anche se decide di segnare una "X" sia sul nome del candidato al collegio uninominale che sul simbolo della lista nel plurinominale.

Quello che invece non è previsto è il voto disgiunto. Se si traccia una "X" per il candidato di un collegio uninominale e un'altra su una lista che non lo supporta, la scheda è nulla.

Non si possono nemmeno esprimere due voti per due diversi candidati nei collegi uninominali. Così come non si può votare per due liste diverse.

Come spiegato nelle Faq del ministero dell'Interno sulle votazioni, "secondo la più recente giurisprudenza, l’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate".